Progetto EXCornsEED

Il progetto EXCornsEED, il cui Kick off Meeting si è svolto il 14-15 giugno presso la Sala del Senato Accademico del Rettorato, ha ottenuto un finanziamento di 4,25 milioni di euro dalla partnership Bio-Based Industries (BBI) nell'ambito del programma Horizon 2020 (H2020) dell'Unione europea.
 
Il progetto coinvolge 13 partner provenienti da 8 paesi europei (Italia, Slovacchia, Romania, Spagna, Belgio, Svizzera, Germania e Paesi Bassi) e sarà coordinato dalla Sapienza che percepirà circa 1,1 milioni euro.
 
I dipartimenti della Sapienza che parteciperanno al progetto, che sarà coordinato dal Prof. Giancarlo Fabrizi, sono il Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco (DCTF), il Dipartimento di Biochimica (DB) e il Dipartimento Ingegneria Chimica Materiali Ambiente (DICMA).
 
I docenti coinvolti nelle ricerche appartengono alle seguenti aree disciplinari:
1) Chimica Organica (DCTF): Proff. Fabrizi (PI), Botta, Gasparrini (consulente), Villani e Goggiamani
2) Chimica Farmaceutica (DCTF): Prof. Secci
3) Chimica Fisica (DCTF): Prof. Mazzei
4) Chimica degli Alimenti (DCTF): Prof. Mannina
5) Biochimica e Biologia Molecolare (DB): Prof. Boffi (PI)
6) Impianti dell’industria Farmaceutica (consulente DCTF): Prof. Lavagna
7) Ingegneria Chimica (DICMA): Proff. Annesini, Mazzarotta e Valente (rappresentante legale)
 
Il progetto EXCornsEED, che avrà una durata di 42 mesi, deriva dall’obiettivo strategico europeo di trasformare la tradizionale produzione di bioetanolo in un nuovo concetto di bioraffineria più sostenibile, in linea sia con lo sviluppo della bioeconomia dell'Unione europea che con il nuovo concetto di economia circolare, che promuove una maggiore utilizzo delle risorse per rendere il loro sfruttamento più sostenibile e rispettoso dell'ambiente. A tal fine, il progetto si propone di sviluppare e validare tecnologie sostenibili di estrazione, purificazione e concentrazione applicabili ai bio-raffinerie. Ciò si può ottenere sfruttando le competenze in chimica, biologia, ingegneria, e biotecnologia per sviluppare processi innovativi in grado di ottenere proteine e altri composti bioattivi (peptidi, polifenoli, aminoacidi, fibre, ecc.) dagli scarti della produzione dei bio-combustibili, da utilizzare come ingredienti in alimenti e cosmetici e come prodotti chimici di alto valore.
 
La BBI, l'entità che finanzia il progetto, è un partenariato pubblico-privato (PPP per il suo acronimo in inglese) che riunisce la Commissione europea e le principali industrie europee legate alla bio-economia e ha un budget per mobilitare i progetti, finanziati in parte con capitale privato e in parte con il programma quadro UE 2020. In questa partnership pubblico-privata, l'industria è rappresentata dal consorzio BBI.